Concerto à Tre (Domenico Mazzocchi)

From ChoralWiki
Jump to navigation Jump to search

Music files

L E G E N D Disclaimer How to download
ICON SOURCE
Icon_pdf.gif Pdf
Icon_snd.gif Midi
Icon_ly.gif LilyPond
File details.gif File details
Question.gif Help
  • (Posted 2019-11-09)  CPDL #55856:       
Editor: Andreas Stenberg (submitted 2019-11-09).   Score information: A4, 10 pages, 163 kB   Copyright: CPDL
Edition notes: A semi-diplomatic edition. One larger error probably due to an omitted clef change in the tenor part is corrected.

General Information

Title: "Volga al ciel le luce", Concerto à 3. voci
Composer: Domenico Mazzocchi
Lyricist:

Number of voices: 3vv   Voicing: STB soli
Genre: SacredCantata

Language: Italian
Instruments: Basso continuo

First published: 1640
Description: A Concerto or Cantata for three voices from The collection: Raccolta D' Arie Spirituali ... Roma 1640. A short trio followed by a duetto with continuo, solos for each voice and a final trio with continuo.

External websites:

Original text and translations

Italian.png Italian text

Volga al Ciel le luci, e'l core,
Chi d'eterni almi diletti
Col mar brama i propri affetti.
Di là sù l'alto Fattore,
Sol per noi,
Ne diffonde i doni suoi.

Non è gioia,
Mà sol no ia,
Ciò che dal mondo rio
Spera l'human desio.

E dolcezza velenosa,
Che trà l'herbette, e i fior serpe nascosa

O Mondani diletti
Piú dell' arida polve,
e lievi, e frali:
Poi ch'un sospiro sol d'aura vagante
All' aure vi disperde.

E voi mortali, e dove
A gl'incauti desiri
In man de sens abbandonate il freno?

Non v'accorgete, ò stolti,
Che à la meta del pianto
Vi sprona il riso,
E qual Sirena in fida,
Sol v'alletta al piacer,
per che v'uccida.

Ahi forsennata e troppo
Nel cieco laberinto
De la tua colpe traviata mente;

O, dall infido raggio
Di mentite vaghezze, Abbagliata, e tradita,
Che le luei affissar non sai nel vero.

Misera, e non t'accorgi,
Ch'ove terrena vampa
Balenando scintilla,
E del suo fiammeggiar termine il fumo?

Superba in alto ascende,
Mà si consuma ma più, quanto più splende.

Sommo Padre del Cielo,
Mio vero Dio, mio Creator superno,
E dell'anima mia Pastore eterno,
Qual pecorella errante
Al suo natio soggiorno,
Ecco volge le piante,
Ecco à te fà ritorno:
Tu col pietoso tuo paterno zelo,
Non haver prego à vile
Di ricondurla, nel tuo sacro ovile.

Pietà, Signor, perdono, e pace.
L'immensa tua bontà, deh, non abborra
Contrito peccator, che à lei ricorra.