La Croce di Giulia (Paolo Pandolfo)
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- Editor: Paolo Pandolfo (submitted 2025-08-03). Score information: A4, 51 pages, 2.93 MB Copyright: CPDL
- Edition notes:
General Information
Title: LA CROCE DI GIULIA
Composer: Paolo Pandolfo
Lyricist: Giovanni Ponchiocreate page
Number of voices: 4vv Voicing: SATB
Genre: Sacred, Oratorio
Language: Italian
Instruments: Orchestra
First published: 2017
Description: It includes 4 soloists (soprano, alto, tenor, bass) and a mixed three-part choir.
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Original text and translations
Italian text
Tenori e Bassi:
Fatto abbiamo un sogno, un angelo ci apparve che annunziò ad ognuno:
in Corsica accorrete miracol si compì.
PARTE PRIMA
T. e B.:
Misericordia di Dio che vedono i nostri occhi
Chi è quell'infelice morta chi è come Cristo sulla croce?
Eus.
E tu chi sei che bracolando vai intorno come un cieco?
T. e B.
Misero me,io sono la causa,
la cau sa di questa orribile morte, della sua morte atroce.
Eus.
della morte di Giulia.
T. e B.
com'è possibile tutto questo?
Non puoi averla piantata in croce fra i tormenti
ed ora cieco piangere la sua morte cruenta.
Anime malvagie non tu.
Eud.
A voi così pieto si verso noi
T. e B.
l'appesero al patibolo di Cristo.
Eud.
dirò la storia di Giulia e nostra.
Recitante
Eudemo sono e fui mercante siriaco. Correvo il mare, con il mio compagno Eusebio,
comprando e vendendo merci preziose, da un lido e l'altro del grande mare.
A Cartagine giungemmo e qui Eusebio comprò un'ancella,
venduta dai barbari che quella città avevano preso e saccheggiato.
Giulia era bella, gentile, dedita al lavoro. Ma la sua grazia era soffusa da uno strano pallore.
Viveva pensando ad altro. Tra i lussi e gli svaghi, lei non c'era. Altri ridevano, lei pregava.
Altri mangiavano a crepapelle, lei digiunava. Altri dormivano, lei riposava.
Così Eusebio le chiese quale fosse il misterioso uomo o dio al quale si era votata.
Gli rispose di amare un solo uomo, Gesù e di adorare un solo dio, Cristo:
un diouomo che morì sulla croce.
Fede assurda per la migliore tra le fanciulle e io mai conobbi.
Coro:
Allora Eusebio che disse? Allora che fece?
Eud.
Allor Eusebio il suo nome esclamò a gran voce
Eus. #
Euse bio è il mio nome, il mio nome è rispetto, il mio nome è devozione.
Rispetto per chi rispetta. Devozione per chi è devoto.
Recitante
Continuammo così per qualche tempo, finché la sventura non spinse le nostre vele verso la Corsica.
Colà scendemmo a terra e fummo accolti da una grande festa. Un toro grande e nero, dalle narici
fumanti, stava per essere sacrificato agli dei inferi. 1 Tamburi, musica, grida, odore di sangue,
vino: una malefica, demoniaca eccitazione aveva invaso tutti.
Eusebio, io e nostri marinai fummo presi dalla frenesia, dal delirio dei sensi, dall'orgia collettiva.
Non lei.
Non Giulia.
Non era scesa a terra, non partecipava al sacrifico e all'ebbrezza che pervadeva ognuno.
Fel.
Non tutti, color che teco stanno, scesero di nave per venerare i nostri numi
Là è rimasta una fanciulla che gli dei inferi disprezza.
Eus.
La giovine mai rimuovere potrai dal culto di Cristo.
A meritate pene dannata l'avrei s'ella schiava fedele non mi fosse
Fel.
Dalla sua fede strappala e quattro ancelle ti darò
Eus.
Tutte le tue ricchezze non bastano a pagare i suoi meriti e servigi.
Fel.
o al prezzo che vorrai a me la cederai.
Coro
Allora che avvenne? Allora che capitò?
Sc. III
Eud.
Quella serpe velenosa cominciò a sogghignare
vino drogato versò Eusebio ed io lo bevemmo cadendo in sono profondo.
_________
Eud.
Ci svegliammo ai piedi della croce dove Giulia inchiodata più non respirava,
più non vi veva. Ora Eusebio più non vive, più non vede la sua vista gli fu tolta
perchè non vedesse il misfatto e lacolpa d'una serpe velenosa che i suoi occhi non videro.
INTERLUDIO
Recitante
Mi riebbi dal torpore profondo in cui ero caduto.
Non capivo quanto tempo fosse passato.
Tuttavia dal sapore strano che provavo ancora in bocca,compresi che eravamo stati drogati.
Steso a terra, non riuscivo a muovere gambe e braccia, né ad articolareparola, solo gli occhi
cercavano di scrutare lo sfondo nebbioso da cuiemergevano figure sfocate che si agitavano e
suoni cupi che impaurivano.
Minacce, imprecazioni e nell’aria l’odore dolciastro del sangue si mescolava aquello greve della carne bruciata.
Volgendo gli occhi alla mia destra sin dove me lo consentiva la testa bloccata, vidi due polle
d’acqua fumante sgorgare da una roccia nera e vicino due pezzi sanguinolenti di carne:
sembravano seni di donna.
Non un alito di vento sull’alta scogliera di Nonza, come se i venti che ivi spirano gagliardi,
tacessero in attesa dell’ultima sentenza.
Poi più nulla: un sipario nero calò sui miei occhi e caddi di nuovo nel sonno e nell’oblio.
PARTE SECONDA
Giu.
Con mente pura ogni giorno servo Cristo mia libertà.
Fel.
A gli dei giovinetta sacrifica.
Per te il riscatto pagherò e dalla vita di schiava ti libererò
SERVO CRISTO
Giu.
Con mente pura ogni giorno servo Cristo
Rifiuto i vostri dei di cui schiavi siete,
schiavi dei demoni, schiavi delle passioni.
Con mente pura ogni giorno servo Cristo.
MARTIRIO
MANIPOLO DI SOLDATI
Fel.
Or vediamo se dalle sue favole non recede, non desiste, non dispera.
T. e B.
Se la croce vuoi, la croce avrai, stupida donna,
che libertà e vita per una favola rifuggì
(i soldati la prendono a schiaffi e le torcono i capelli)
Or vediamo se dalle sue favole non recede, non desiste, non dispera.
PERCHE' NON IO
Giu.
Se Cristo mio Signore prese sputi e schiaffi,
Giu.
per chè non io a pugni a sputi, a schiaffi non dovrei essere colpita?
Professo la fede in Cristo flagellata come Gesù di spine incoronata alla croce inchiodata come Gesù.
Questo corpo lascio in terrae l'anima libera in cielo porto,
del mio martirio la croce e lascio qui per tutti il perdono.
Le donne e i monaci staccano Giulia dalla croce
Quante sofferenze e quanta fede in questa vergine che in cielo porta
al suo sposo la croce, sponsale dono di gloria.
Misero tu sei, ma figlio di Dio che ama e perdona quanti lo invocano con cuore sincero.
Deponi il tuo dolore nel dolore di Giulia e tutto il dolore del mondo nell'amore di Dio.
DUETTO
Eus.
Mi manca la sua voce "ogni giorno servo Cristo mi a libertà", mi manca la sua forza.
Ahimè misero accecato da gli dei,
per chè fui cieco e ciechi i gliì occhi mei punito hanno la mia inutile vita.
S. & A.:
Misero tu sei, ma figlio di Dio che ama e perdona quanti lo invocano con cuore sincero.
Eus.:
Disperato vagherò sulla terra fin chè morte le mie pene.
Eud.:
Eusebio cieco vide una luce divina
Luce divina accese i suoi occhi.
E il cuore d'un palpito ardente.
Coro:
Giulia alla croce confitta
Eud.:
Toccò con mani protese
Coro:
Giulia alla croce relitta mani protese
Eud.:
Toccò con mani protese
Baciò con labbra pietose
di lacrime il pianto al sangue di
Giulia insieme mischiò
di la crime insieme mischiò di lacrime.
Eusebio cieco vide una luce
Luce divina accese i suoi occhi
E il cuore d'un palpito ardente.
Eus.:
Dio di Giulia Gesù salva mi dal buio sei la mia salvezza
Deponi il tuo dolore nel dolore di Giulia
Tutti:
e tutto il dolore del mondo nell'amore di Dio.
Amen.